Cos’è?

L ’ArtOratorio è un progetto che mi è stato donato da Qualcuno, che ha voluto che per trent’anni fossi una storica dell’arte e un’animatrice d’oratorio e ora mi chiama ad essere una storica dell’arte d’oratorio!

Proprio perché non è un progetto mio, l’ArtOratorio come fondamentale obiettivo ha quello di donarsi e di essere rete: di mettersi al servizio. Per questo l’ArtOratorio si ritiene uno strumento delle diocesi, delle pastorali, delle parrocchie, degli oratori, delle associazioni, delle cooperative e del Forum degli Oratori Italiani.

Le specificità dell’ArtOratorio stanno nelle tre parole del sottotitolo: arte, animazione e fede. Tradotto: l’ArtOratorio esprime, attraverso una grande competenza storico artistica, frutto di studio e continua formazione, la fede in Dio come testimonianza e vocazione: per questo affonda le sue radici nella Chiesa ma si propone l’incontro con tutti, credenti e non, che vogliano vivere un’esperienza artistica motivante. Lo stile con il quale fa questo è l’animazione, specialmente rivolta a bambini e ragazzi delle elementari e delle medie.

L’ArtOratorio non si pone come concorrenza di chi già anima delle visite guidate per bambini, né di chi già offre servizi di fruizione dei beni culturali soprattutto ecclesiastici: l’ArtOratorio vuole semplicemente concorrere e a migliorare la valorizzazione e promozione dei beni culturali, avendo soprattutto a cuore il “destinatario fanciullo”.

L’ArtOratorio si inserisce nel periodo di rinnovamento e rinascita degli oratori che, fra i suoi tanti effetti (il corso di perfezionamento, il Laboratorio dei Talenti, gli Happening), ha visto la nascita di tante cooperative all’interno di una vivace e stimolante stagione che ha generato e dato vita a tantissimi processi di attivazione di autoimprenditorialità giovanile in oratorio.

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BREVE STORIA

L’ArtOratorio è un progetto che nasce ufficialmente il 17 maggio del 2016. Ufficiosamente è molto difficile dire quando è nato. E’ frutto di tante esperienze: ha la sua maternità e paternità nel Centro Oratori Romani, nel suo metodo e nella sua spiritualità; ha probabilmente acceso la sua scintilla con la sua scuola diocesana di animazione, ha trovato forma e struttura nel Corso di Perfezionamento in Progettazione, Gestione e Coordinamento d’Oratorio.

Si è poi arricchito di tanti incontri: quello al corso in ArtEducazione a Milano, e di tanti contenuti, come quelli offertimi dal corso in Digital Storytelling, organizzato dal Laboratorio HOC del Politecnico di Milano.

Per tanto tempo, dopo la laurea, ho cercato una strada per indirizzare quelle competenze che avevo acquisito: pensai all’arte e alla fede e quindi andai a Ischia, all’Istituto Europeo del Restauro, per formarmi in iconografia cristiana e medievale. Sono andata a Venaria Reale, importante scuola di restauro, vicino Torino, per studiare le analisi fisiche applicate ai beni culturali. Ho partecipato alla Virtual Museum Academy per comprendere come le tecnologie potessero migliorare e ottimizzare la fruizione museale. Nessuna sembrava essere la mia strada.

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Ad un certo punto inizio a lavorare con le scuole, più che altro per racimolare qualche soldo: spiego l’arte ai bimbi e poi gli animo la serata durante le loro gite di più giorni. Qualcosa si accende, inizio a capire. Mi piace! Ma io questo lo so fare! Si chiama Oratorio! E quando io sono in ORATORIO io provo ENTUSIASMO. Come forse avrete capito a me piacciono le parole, quelle chiave. Direi che la prima parola chiave per spiegare l’ArtOratorio è ENTUSIASMO: al liceo il mio professore di religione mi disse che “entusiasmo” veniva dal greco e significava “avere Dio Dentro”. Fu un flash.

Io sentii che qualcuno aveva dato un nome a quella cosa che sentivo dentro. Un’altra parola-chiave direi che potrebbe essere “INTRATTENERE”, non per far divertire, ma per portare allegria. Non per far divergere, ma per alleggerire. Non per trattenere a sé, ma trattenere dentro.